Castello di Vezio: differenze tra le versioni

 
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La torre è circondata da mura in sasso ed è accessibile con un biglietto d'ingresso a pagamento da marzo a novembre.
La torre è circondata da mura in sasso ed è accessibile con un biglietto d'ingresso a pagamento da marzo a novembre.


Nelle mura di cinta c'è una torre secondaria angolare sulla cui scala sono saliti i Pooh nel 1973.<ref name=":0" />
Nelle mura di cinta c'è una torre secondaria angolare sulla cui scala sono saliti i [[Pooh nel 1973]].<ref name=":0" />


Nei giardini sono presenti dei sotterranei parzialmente visitabili: si tratta di un appostamento del sistema difensivo italiano alla frontiera nord verso la Svizzera, impropriamente noto come "Linea Cadorna", destinato a battere d'infilata la vallata che da Porlezza scende a Menaggio nel caso di un possibile tentativo tedesco di invasione attraverso il neutrale territorio elvetico. Al suo interno ospitava degli obici da 75 mm.
Nei giardini sono presenti dei sotterranei parzialmente visitabili: si tratta di un appostamento del sistema difensivo italiano alla frontiera nord verso la Svizzera, impropriamente noto come "Linea Cadorna", destinato a battere d'infilata la vallata che da Porlezza scende a Menaggio nel caso di un possibile tentativo tedesco di invasione attraverso il neutrale territorio elvetico. Al suo interno ospitava degli obici da 75 mm.
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==Storia==
==Storia==
Risalente al XI secolo, il castello fu più volte rimaneggiato nel corso dei secoli.
Risalente al XI secolo, il castello fu più volte rimaneggiato nel corso dei secoli.
Nel 1891 si scoprirono alcune tombe risalenti all'età del ferro.
Nel 1956 affiorarono spade, elmi e frecce in ferro con cuspide triangolare.


Al periodo tardoromano risalivano invece un elmo gladio riportati alla luce alla fine dell'Ottocento ma andati successivamente perduti.<ref>1991, Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, ''Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo'', a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991, p. 77.</ref>
Al periodo tardoromano risalivano invece un elmo gladio riportati alla luce alla fine dell'Ottocento ma andati successivamente perduti.<ref>1991, Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, ''Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo'', a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991, p. 77.</ref>
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La rocca seguì il destino di Varenna, a cui era stata unita da muri che scendevano fino al lago difendendo il borgo. Divenne un feudo vescovile insieme a Varenna. Successivamente divenne di proprietà della famiglia Lattuada di Lierna per lungo tempo.
La rocca seguì il destino di Varenna, a cui era stata unita da muri che scendevano fino al lago difendendo il borgo. Divenne un feudo vescovile insieme a Varenna. Successivamente divenne di proprietà della famiglia Lattuada di Lierna per lungo tempo.
Nel 1600 sorse una lite tra il parroco di Varenna e il Duca di Monte Marcino, a causa dell’occupazione di quest’ultimo della torre di Vezio nonostante i diritti vantati dalla parrocchia di Varenna. La causa per il possesso del castello fu vinta dal Conte della Riviera, il quale pose in affitto i suoi possedimenti di Vezio, nel 1619 a Giov. Antonio Forno, nel 1631 a Giovanni Antonio de Tarelli e nel 1656 ad Antonio Tarelli.
Ne scrive [[Paolo Emilio Busi|Il Parlaschino]] nel 1635, come riportato da Vittorio Adami nel 1927, a cui aggiunge l'informazione secondo cui la proprietà della torre era della famiglia Crivelli Serbelloni.
Nel 1647 le terre di Perledo e Varenna vennero investite nel feudo valtellinese del conte Giulio Monti.
Nel 1778, l’infeudamento di Varenna passò alla famiglia Serbelloni, la cui congiunta, Crivelli Serbelloni, mantenne il possesso della torre di Vezio fino all’Ottocento.
Nel 1891 si scoprirono alcune tombe risalenti all'età del ferro.
La proprietà passò poi alla famiglia Greppi agli inizi del Novecento grazie a Donato Greppi.


Durante la prima guerra mondiale, poco sotto alla rocca fu installata una postazione legata alle fortificazioni della Frontiera Nord.
Durante la prima guerra mondiale, poco sotto alla rocca fu installata una postazione legata alle fortificazioni della Frontiera Nord.


Attualmente, il castello appartiene alla famiglia Greppi.
Nel 1956 affiorarono spade, elmi e frecce in ferro con cuspide triangolare.
 
Attualmente, il castello appartiene alla nipote di Donato Greppi, Manuela Greppi, che ne condivide la proprietà con il coniuge Maurizio di Robilant.


==Curiosità==
==Curiosità==
''Araldica''
*Tra i racconti (leggende) legati al Castello di Vezio appare anche la figura della Regina Teodolinda. Nello stemma del Comune di Perledo, approvato dal Presidente della Repubblica, è stato inserito il simbolo raffigurante un anello, appunto della Regina Teodolinda, evidentemente per significare il legame di Perledo con la regina associata al Castello di Vezio.
''Sfruttamento dell'immagine''
''Sfruttamento dell'immagine''


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*Il Castello di Vezio è stato scelto come location per la copertina di un album dei Pooh nel 1973.<ref name=":0">http://www.ipooh.it/notizie-2017/notizie-2017-10-03-il-castello-di-vezio-ed-i-suoi-cavalieri.html</ref>
*Il Castello di Vezio è stato scelto come location per la copertina di un album dei Pooh nel 1973.<ref name=":0">http://www.ipooh.it/notizie-2017/notizie-2017-10-03-il-castello-di-vezio-ed-i-suoi-cavalieri.html</ref>
*Nelle [[Programmi elettorali di Perledo 2021|elezioni amministrative di Perledo del 2021]] tutte e tre le liste civiche hanno inserito nel proprio logo il Castello di Vezio, quasi a significare un elemento irrinunciabile dell'identità territoriale di Perledo.
*Nelle [[Programmi elettorali di Perledo 2021|elezioni amministrative di Perledo del 2021]] tutte e tre le liste civiche hanno inserito nel proprio logo il Castello di Vezio, quasi a significare un elemento irrinunciabile dell'identità territoriale di Perledo.
''Composizioni poetiche''
*un'ode alla Torre di Vezio è stata composta da Renato Ongania nel 2023, liberamente ispirata da una iscrizione originale in latino commissionata a Il Parlaschino, poeta, all’anagrafe [[Paolo Emilio Busi]] (Parlasco 1571 – Bellano 1653). Sepolto a Perledo (LC) nel santuario della Madonna delle Grazie, località Gittana (Perledo, LC).<ref>''La Torre di Vezio: Maestà Eterna'', Renato Ongania. In ''Poeti nella Società'', Cenacolo Accademico Europeo Poeti nella Soceità Associazione non profit, Acerra (NA), XXI, 121, NovDic, p. 24.</ref>
[[File:Vezio - Renato Ongania.png|miniatura]]
== Note ==


==Bibliografia==
==Bibliografia==
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*2014 https://www.youtube.com/watch?v=ViZI0FufehA&t=121s
*2014 https://www.youtube.com/watch?v=ViZI0FufehA&t=121s
'''Fotografie'''
*1910-1920 https://www.europeana.eu/it/item/496/2y040_0000440?utm_source=api&utm_medium=api&utm_campaign=YuvuWBeCa


==Collegamenti esterni==
==Collegamenti esterni==
http://www.castellodivezio.it
*http://www.castellodivezio.it
*[[Paolo Emilio Busi|Il Parlaschino]]


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